Labrador Retriever: salute, longevità, malattie e prevenzione
Quanto vive il Labrador? Il peso è il fattore su cui hai più margine: in questa razza incide su articolazioni, qualità della vita e durata della vita più che in molte altre.
Aggiornato 17 set 2026Lettura 6 minRevisione Redazione Poldo
Longevity Score della razza
65/100
nella media
Aspettativa di vita
11–14 anni
Peso
25–36 kg
Educazione cinofila
Consigliata
Consulenza nutrizionale
Fortemente consigliata
Convivenza con altri pet
Ottima
Principali rischi di salute:sovrappeso e obesità · displasia dell’anca e del gomito · otiti · artrosi

Caratteristiche
Il Labrador Retriever è un cane da riporto di taglia grande, compatto e muscoloso, selezionato per lavorare in acqua accanto all’uomo.
Ha un pelo corto e fitto con sottopelo impermeabile, nei colori nero, giallo e chocolate, e la tipica coda “da lontra”, spessa alla base. Perde pelo tutto l’anno, con due periodi di muta più intensa. Ama nuotare e portare oggetti in bocca, due tratti che arrivano direttamente dal lavoro per cui è nato.
Carattere
Socievole, collaborativo e molto orientato alle persone, il Labrador cerca il contatto con la famiglia e di solito accoglie volentieri anche gli estranei.
Resta giocoso e pieno di energia a lungo, spesso fino ai tre anni e oltre. La forte motivazione per il cibo lo rende facile da coinvolgere nell’educazione, ma chiede attenzione alle quantità.
Quali sono le principali malattie del Labrador Retriever?
In uno studio su oltre 33.000 Labrador seguiti da veterinari nel Regno Unito, i disturbi registrati più spesso sono stati le otiti, il sovrappeso e le patologie articolari degenerative1. Le orecchie pendenti, la passione per l’acqua e la predisposizione alle allergie spiegano la frequenza delle otiti.
Sul piano ortopedico la razza è predisposta alla displasia dell’anca e del gomito, che con il tempo può evolvere in artrosi. Il peso in eccesso aumenta il carico sulle articolazioni e ne anticipa i segni.
Esistono poi condizioni ereditarie per cui sono disponibili test genetici, come il collasso indotto da esercizio (EIC) e l’atrofia progressiva della retina: sono informazioni da chiedere all’allevatore prima dell’acquisto. Come per gli altri cani di taglia grande, va conosciuta la dilatazione-torsione gastrica, un’emergenza che richiede il veterinario senza attendere.
Quanto vive il Labrador Retriever?
Il Labrador vive tipicamente 11–14 anni. Nel più ampio studio britannico sulla longevità delle razze la mediana è di 13,1 anni4; nella coorte VetCompass dedicata alla razza l’età mediana alla morte è stata di 12 anni1. Le cause di morte più frequenti sono i disturbi muscolo-scheletrici e i tumori.
Per questa razza esiste un dato raro in veterinaria: uno studio durato tutta la vita dei cani, su 48 Labrador divisi in coppie. Il gruppo alimentato con il 25% di cibo in meno, mantenuto in condizione corporea magra, ha avuto una vita mediana di 13 anni contro 11,2 e ha sviluppato l’artrosi più tardi2. In un’altra coorte di Labrador seguiti con attenzione a peso, alimentazione e cure, quasi nove cani su dieci erano vivi a 12 anni3. La longevità del Labrador dipende quindi in buona parte da scelte quotidiane.
Prevenzione: cosa controllare e quando
Per il Labrador le priorità di prevenzione sono il mantenimento di una condizione corporea magra, la salute delle articolazioni e la cura delle orecchie.
- Peso e condizione corporea (BCS) registrati con regolarità, per accorgersi di un aumento quando è ancora di pochi etti.
- Valutazione di anche e gomiti nei tempi indicati dal veterinario, in particolare durante la crescita.
- Controllo delle orecchie, soprattutto dopo i bagni e nei cani con allergie.
- Attenzione ai primi segni di artrosi con l’avanzare dell’età: rigidità al risveglio, fatica a salire in auto, meno voglia di giocare.
- Visite periodiche con esami concordati con il veterinario, più ravvicinate nel cane anziano.
Prevenzione, nutrizione ed educazione su misura per il tuo Labrador, per aiutarlo a vivere più a lungo e meglio.
Costruisci il suo Piano LongevityQual è l’alimentazione più adatta per il Labrador Retriever?
Nel Labrador l’alimentazione è prima di tutto una questione di quantità. Una parte dei cani della razza porta una variante del gene POMC associata a maggiore interesse per il cibo e a un peso più alto4: l’insistenza davanti alla ciotola ha una base biologica e non indica che la razione sia insufficiente.
In pratica aiutano poche abitudini: porzioni pesate, premi dell’educazione conteggiati nella razione giornaliera, ciotole antingozzamento o giochi di attivazione per rallentare il pasto. Nel cucciolo conta anche la velocità di crescita: un alimento formulato per taglie grandi e una crescita graduale proteggono le articolazioni in formazione.
Non esiste una dieta valida per tutti i Labrador. Alimenti completi pronti, dieta casalinga o altri regimi possono andare bene se sono formulati correttamente per il singolo cane5.
Per questa razza uno o due consulti all’anno con un nutrizionista veterinario hanno un’utilità concreta: permettono di ricalcolare la razione quando cambiano età, attività o peso, e di valutare se servono integratori. In caso di sovrappeso, allergie o disturbi gastrointestinali la dieta va rivista insieme al medico veterinario.
Comportamento ed esigenze del Labrador Retriever: di quanto addestramento ha bisogno?
Il Labrador impara in fretta e collabora volentieri, soprattutto con un’educazione basata sul rinforzo positivo. Le difficoltà più comuni riguardano l’esuberanza: tirare al guinzaglio, saltare addosso per salutare, raccogliere e ingoiare qualsiasi cosa da terra.
Sono comportamenti legati a energia e socievolezza, e si gestiscono meglio se affrontati da cucciolo, quando il cane pesa dieci chili e non trenta. Attività di fiuto, riporto e nuoto lo appagano più di una passeggiata lunga ma monotona.
Un educatore cinofilo qualificato può aiutare a impostare condotta al guinzaglio, richiamo e autocontrollo nei primi mesi, e resta un riferimento utile se compaiono cambiamenti nel comportamento in età adulta.
Va d’accordo con i bambini e con altri animali?
Il Labrador è tra le razze più adatte alla vita in famiglia: paziente, tollerante e sempre disponibile al gioco. Con i bambini piccoli l’attenzione va alla stazza e all’entusiasmo, perché un giovane Labrador può far cadere un bambino senza volerlo. La supervisione di un adulto resta necessaria, come con qualsiasi cane.
Con altri cani è di solito socievole e con i gatti convive bene, specie se li conosce da cucciolo.
Come prenderti cura del tuo Labrador nel tempo
La razza dà indicazioni utili, ma ogni cane ha la sua storia. Due Labrador della stessa età possono avere priorità diverse a seconda di peso, linea di provenienza, stato delle articolazioni e stile di vita.
Poldo è la piattaforma digitale che ti aiuta a seguire la salute del tuo cane nel tempo: libretto sanitario, andamento del peso, scadenze dei controlli e un percorso di prevenzione personalizzato.
Vuoi un percorso costruito sul tuo cane?
La razza è solo uno dei dati che contano. Poldo parte dalle informazioni del tuo cane per aiutarti a costruire un percorso di salute personalizzato che evolve nel tempo.
Costruisci il suo Piano LongevityIn sintesi
- Aspettativa di vita di 11–14 anni, con una mediana di 13,1 nei dati britannici: Longevity Score 65/100, nella media.
- Rischi principali: sovrappeso e obesità, displasia dell’anca e del gomito, otiti e artrosi; come cane di taglia grande, anche la dilatazione-torsione gastrica.
- Il peso è il fattore più modificabile: nei Labrador mantenuti magri per tutta la vita la mediana è stata di 13 anni contro 11,2.
- Porzioni pesate e premi conteggiati nella razione, con uno o due consulti all’anno con un nutrizionista veterinario.
- Educazione positiva fin da cucciolo su guinzaglio, saluti e autocontrollo, con attività di fiuto, riporto e nuoto.
Domande frequenti sul Labrador Retriever
Quanto vive un Labrador Retriever?
In genere 11–13 anni. In un ampio studio su oltre 33.000 Labrador seguiti da veterinari nel Regno Unito l’età mediana alla morte è risultata di 12 anni; nel più ampio studio sulla longevità delle razze la mediana è di 13,1.
Quali sono i principali problemi di salute del Labrador?
Sovrappeso e obesità, displasia dell’anca e del gomito, otiti e artrosi. Come cane di taglia grande, va conosciuto anche il rischio di dilatazione-torsione gastrica.
Perché il Labrador ha sempre fame?
In una parte dei Labrador è presente una variante del gene POMC associata a maggiore interesse per il cibo e a un peso più alto. Non riguarda tutti i cani della razza, ma spiega perché porzioni pesate e premi conteggiati nella razione giornaliera contano più che in altre razze.
I Labrador chocolate vivono meno?
Nello studio britannico VetCompass i Labrador chocolate hanno mostrato una longevità mediana più bassa (10,7 anni contro 12,1) e più otiti e problemi di pelle. È un’associazione osservata su una popolazione, non una previsione sul singolo cane.
Quanto esercizio serve a un Labrador?
È una razza attiva: serve movimento ogni giorno, insieme ad attività di fiuto e riporto. Durata e intensità vanno adattate a età, peso e condizioni articolari, con gradualità nel cucciolo in crescita.
Fonti scientifiche e veterinarie
- McGreevy PD, Wilson BJ, Mansfield CS, et al. Labrador retrievers under primary veterinary care in the UK: demography, mortality and disorders. Canine Genet Epidemiol. 2018;5:8. PMC6196571
- Kealy RD, Lawler DF, Ballam JM, et al. Effects of diet restriction on life span and age-related changes in dogs. J Am Vet Med Assoc. 2002;220(9):1315-1320.
- Adams VJ, Watson P, Carmichael S, et al. Exceptional longevity and potential determinants of successful ageing in a cohort of 39 Labrador retrievers. Acta Vet Scand. 2016;58:29. PMC4863359
- Raffan E, Dennis RJ, O’Donovan CJ, et al. A deletion in the canine POMC gene is associated with weight and appetite in obesity-prone Labrador retriever dogs. Cell Metab. 2016;23(5):893-900.
- WSAVA Global Nutrition Committee. Global Nutrition Guidelines. wsava.org
- McMillan KM, Bielby J, Williams CL, et al. Longevity of companion dog breeds: those at risk from early death. Sci Rep. 2024;14:531. doi:10.1038/s41598-023-50458-w
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