Prevenzione

Come capire se il cane ha dolore: i segnali da non ignorare

Il dolore cronico nel cane raramente si manifesta con un lamento. I segnali nel movimento e nel comportamento che spesso vengono scambiati per vecchiaia.

A cura di Redazione PoldoCon il contributo professionale di Valeria Pizzardo

Aggiornato il 12 min di lettura

come capire se il cane ha dolore
In questo articolo

Scritto dalla Redazione Poldo con Valeria Pizzardo, massoterapista e osteopata canino.

Capire se il cane ha dolore non è sempre semplice.

A differenza delle persone, infatti, i cani non possono spiegare dove sentono male e spesso tendono a nascondere il disagio. Il dolore può manifestarsi attraverso una zoppia evidente, ma anche con cambiamenti più discreti nel movimento, nella postura, nel comportamento, nel sonno o nel rapporto con le persone.

Riconoscere tempestivamente questi segnali permette di rivolgersi al veterinario e intervenire prima che il problema peggiori.

Come capire se il cane ha dolore: i segnali principali

Un cane dolorante può mostrare uno o più di questi segnali:

  • zoppica o evita di appoggiare una zampa;

  • cammina più lentamente o si ferma spesso;

  • non vuole salire le scale, saltare sul divano o salire in auto;

  • fatica ad alzarsi o a sdraiarsi;

  • appare rigido, soprattutto dopo il riposo;

  • cambia posizione continuamente senza riuscire a trovare sollievo;

  • tiene la schiena incurvata o assume una postura insolita;

  • lecca o mordicchia insistentemente una zona del corpo;

  • si isola, appare meno socievole o non vuole essere toccato;

  • ansima anche senza aver fatto attività fisica;

  • dorme più del solito oppure riposa male;

  • perde interesse per il gioco e per le passeggiate;

  • mangia meno o mostra cambiamenti nelle abitudini quotidiane;

  • si lamenta, guaisce o reagisce quando viene manipolato.

È importante ricordare che l’assenza di guaiti o di zoppia non significa necessariamente che il cane non provi dolore. Alcuni animali continuano a muoversi e a comportarsi quasi normalmente, anche quando hanno un problema.

I segnali di dolore nel cane da osservare

Cosa osservare

Possibili segnali

Movimento

Zoppia, passo più lento, rigidità, difficoltà ad alzarsi, esitazione sulle scale o nei salti.

Postura

Schiena incurvata, peso spostato da una zampa all'altra, posizioni insolite o difficoltà a trovare una posizione comoda.

Comportamento

Isolamento, irritabilità, minore interesse per gioco e passeggiate, rifiuto del contatto.

Riposo

Sonno disturbato, continui cambi di posizione, difficoltà a rilassarsi.

Alimentazione

Riduzione dell'appetito o cambiamenti rispetto alle normali abitudini.

Segnali fisici

Leccamento insistente di una zona, ansimare senza attività fisica, guaiti o reazioni alla manipolazione.

Il dolore nel cane non sempre si manifesta con una zoppia

La zoppia è uno dei segnali più conosciuti, ma non è l’unico e non sempre è presente. Un cane può provare dolore anche quando cammina apparentemente bene, soprattutto nelle fasi iniziali di problemi articolari, muscolari o della colonna vertebrale.

Talvolta il dolore si manifesta attraverso piccoli cambiamenti:

  • il cane accorcia il passo;

  • evita alcuni movimenti;

  • distribuisce il peso in modo diverso;

  • si alza più lentamente;

  • preferisce restare sdraiato;

  • non riesce più a mantenere alcune posizioni;

  • affronta le scale con esitazione;

  • cambia il modo di sedersi o di sdraiarsi.

Questi segnali possono essere facilmente interpretati come stanchezza, pigrizia o conseguenze dell’età. In realtà, soprattutto se rappresentano un cambiamento rispetto alle abitudini precedenti, meritano attenzione.

Cosa osservare nella postura e nel movimento

Per capire se il cane ha dolore è utile osservarlo sia da fermo, sia mentre si muove. Questa osservazione non deve essere sottovalutata in quanto è fondamentale per capire o notare cambiamenti importanti. Vediamo meglio cosa puoi controllare.

Quando è fermo, verifica se:

  • mantiene una postura rigida;

  • tiene la schiena incurvata;

  • sposta il peso da una zampa all’altra;

  • evita di caricare un arto;

  • tiene una zampa sollevata;

  • appare teso o non riesce a rilassarsi;

  • cambia spesso posizione.

Durante il movimento, osserva invece se:

  • il passo è diventato più corto;

  • il cane cammina lentamente o con cautela;

  • evita di correre o giocare;

  • fatica nei cambi di direzione;

  • sale e scende le scale con difficoltà;

  • si ferma prima del solito;

  • manifesta rigidità dopo essere rimasto fermo;

  • compie movimenti asimmetrici o poco fluidi.

Un video registrato mentre il cane cammina, si alza, sale qualche gradino o si gira può essere molto utile da mostrare al veterinario, soprattutto se il comportamento non si presenta durante la visita.

Il contributo della massoterapista: i segnali più sottili

Secondo Valeria Pizzardo, massoterapista e osteopata canino, l’osservazione del cane deve comprendere non soltanto la presenza di una zoppia, ma anche il modo in cui l’animale distribuisce il peso e utilizza il corpo.

Una modifica dell’appoggio, una postura mantenuta più a lungo, un passo più breve o una difficoltà nel passaggio dalla posizione seduta a quella in piedi possono indicare che il cane sta cercando di evitare un movimento doloroso. Anche le compensazioni sono importanti: quando una parte del corpo dà fastidio, il cane può caricare maggiormente altri arti o modificare il modo di muoversi per proteggere la zona interessata.

Un ulteriore elemento da osservare è il consumo delle unghie. Se le unghie di una zampa o di un lato del corpo si consumano in modo diverso rispetto alle altre, potrebbe esserci una distribuzione non uniforme del peso o un’alterazione dell’appoggio. Questo dato, da solo, non permette di stabilire la causa del problema, ma può rappresentare un’informazione utile da riferire al veterinario.

La massoterapista può aiutare il proprietario a osservare questi cambiamenti e a individuare rigidità, tensioni e compensazioni, ma non formula diagnosi e non sostituisce la valutazione veterinaria. Il suo contributo è di supporto e deve inserirsi all’interno di un percorso definito in base alle condizioni del cane.

Cambiamenti nel comportamento: quando il cane sta male

Il dolore può modificare anche il carattere e le abitudini del cane. Un animale normalmente socievole può diventare più distante, mentre un cane tranquillo può mostrarsi irritabile o reagire quando viene accarezzato.

Tra i possibili segnali comportamentali ci sono:

  • maggiore irritabilità;

  • tendenza a isolarsi;

  • minore interesse per il gioco;

  • rifiuto del contatto fisico;

  • reazioni insolite quando viene sollevato o manipolato;

  • difficoltà a trovare una posizione comoda;

  • sonno disturbato;

  • ansimare senza una causa evidente;

  • leccamento insistente di una parte del corpo;

  • diminuzione dell’appetito;

  • perdita di interesse per le passeggiate.

Non tutti questi comportamenti indicano necessariamente dolore. Possono essere collegati anche a stress, paura, problemi digestivi o altre condizioni. Tuttavia, se compaiono improvvisamente o persistono, è opportuno parlarne con il veterinario.

Dolore o vecchiaia? Non confondere i segnali

Un errore frequente è considerare normali tutti i cambiamenti che compaiono nel cane anziano. È vero che con l’età il cane può diventare meno agile, ma invecchiare non significa necessariamente vivere nel dolore.

Rigidità, difficoltà ad alzarsi, minore voglia di camminare, esitazione sulle scale o perdita di interesse per il gioco possono essere segnali di osteoartrosi, problemi muscolari, disturbi neurologici o altre condizioni che meritano una valutazione.

Anche nei cani giovani il dolore non deve essere sottovalutato. Traumi, problemi articolari, alterazioni della crescita, disturbi della colonna o patologie interne possono causare dolore a qualsiasi età.

La domanda da porsi non è soltanto “quanti anni ha il cane?”, ma soprattutto: “È cambiato qualcosa rispetto al suo comportamento abituale?”

Come valutare il dolore del cane a casa

Il proprietario conosce meglio di chiunque altro le abitudini del proprio cane. Per questo può contribuire in modo importante alla valutazione, annotando:

  • quando sono comparsi i primi cambiamenti;

  • in quali momenti il cane sembra stare peggio;

  • se il dolore compare dopo il riposo o dopo l’attività;

  • quali movimenti evita;

  • se mangia e dorme normalmente;

  • se reagisce al contatto;

  • se il problema è costante o intermittente;

  • se ci sono stati traumi, cadute o cambiamenti nella routine.

Esistono anche questionari validati per aiutare a valutare il dolore cronico, come l’Helsinki Chronic Pain Index e il Canine Brief Pain Inventory.

Questi strumenti non sostituiscono la visita, ma possono aiutare a descrivere con maggiore precisione i cambiamenti osservati nel tempo

Cosa fare se si sospetta che il cane abbia dolore

Quando un cane mostra segnali che fanno pensare al dolore, la prima cosa da fare è osservarlo con attenzione senza forzarlo. Un cambiamento nel modo di camminare, nella postura, nel sonno o nella voglia di muoversi può essere un'informazione importante da riferire al veterinario.

In questa fase può essere utile anche annotare quando è comparso il problema, in quali momenti sembra più evidente e se alcuni movimenti lo peggiorano. Se possibile, registrare un breve video mentre il cane cammina, si alza o si muove normalmente può aiutare il veterinario a comprendere meglio ciò che sta accadendo, soprattutto se durante la visita il comportamento non si manifesta nello stesso modo.

Nell'attesa di una valutazione veterinaria è consigliabile:

  1. contattare il veterinario e descrivere i sintomi;

  2. evitare di costringerlo a correre, saltare o salire le scale;

  3. preparare un luogo tranquillo e facilmente accessibile;

  4. utilizzare superfici antiscivolo se cammina con difficoltà;

  5. registrare eventuali movimenti anomali;

  6. seguire esclusivamente le indicazioni del veterinario.

È importante non somministrare farmaci umani di propria iniziativa. Alcuni medicinali comunemente utilizzati dalle persone possono essere pericolosi o tossici per il cane, anche in quantità relativamente piccole.

Ci sono inoltre situazioni nelle quali non è opportuno aspettare. Se il dolore compare improvvisamente ed è molto intenso, il cane non riesce a stare in piedi, non appoggia una zampa, presenta difficoltà respiratorie, vomito persistente, addome molto teso, perdita di coscienza o altri sintomi importanti, è necessario contattare rapidamente il veterinario o una struttura veterinaria di emergenza.

La massoterapia può aiutare un cane dolorante?

Quando il dolore interessa l'apparato muscolo-scheletrico, può essere naturale chiedersi se massaggi e tecniche manuali possano aiutare il cane a stare meglio. In alcuni casi la massoterapia può rappresentare un supporto all'interno di un percorso più ampio, ma deve essere valutata in relazione alle condizioni del singolo cane e alla causa del dolore.

Prima di iniziare un trattamento è quindi importante che il cane sia stato valutato dal veterinario. Non tutti i dolori sono uguali e intervenire manualmente senza sapere cosa li provoca potrebbe non essere appropriato o, in alcune situazioni, essere controindicato.

Quando indicata, la massoterapia può essere utilizzata con l'obiettivo di:

  • favorire il rilassamento muscolare;

  • sostenere la mobilità;

  • ridurre alcune tensioni;

  • migliorare la percezione del corpo;

  • accompagnare il recupero funzionale;

  • aiutare il proprietario a riconoscere cambiamenti nella postura e nel movimento.

Il lavoro del professionista può essere utile anche per il proprietario. Conoscendo il modo abituale in cui il proprio cane cammina, si alza, si siede e si muove, diventa infatti più facile accorgersi di piccoli cambiamenti e segnalarli al veterinario.

Non esiste però un numero di sedute o una frequenza adatta a tutti. Età, condizioni fisiche, diagnosi, livello di attività e risposta del singolo cane possono rendere molto diversi i percorsi.

La massoterapia deve quindi essere considerata un possibile supporto e non una terapia sostitutiva: non prende il posto della valutazione veterinaria, degli esami diagnostici, dei farmaci, della chirurgia o di altri trattamenti quando questi sono necessari.

Poldo: la prevenzione del cane, prima che arrivi il dolore

La prevenzione permette di individuare più precocemente eventuali cambiamenti e di intervenire quando il cane sta ancora bene. Controlli periodici, peso adeguato, alimentazione corretta, attività fisica compatibile con età e condizioni dell’animale e osservazione quotidiana sono elementi importanti per tutelarne la salute.

Il dolore, infatti, può essere un segnale tardivo: quando diventa evidente, il problema potrebbe essere già presente da tempo. Per questo è utile non aspettare che il cane zoppichi o smetta completamente di muoversi prima di chiedere un parere.

Poldo è la piattaforma digitale dedicata alla prevenzione, alla nutrizione, all’educazione e alla cura del cane.

Aprire il libretto sanitario digitale gratuito permette di raccogliere e organizzare informazioni importanti come vaccinazioni, controlli, esami, peso e storia clinica.

Poldo propone inoltre un percorso pensato per accompagnare il cane nel tempo e aiutare il proprietario a seguirne con maggiore consapevolezza le esigenze di salute e prevenzione. Poldo affianca il veterinario e non lo sostituisce.

FAQ - Domande frequenti su come capire se il cane ha dolore

Come capire se il cane ha dolore alla zampa?

Un cane con dolore alla zampa può zoppicare, evitare di appoggiarla, leccarla, camminare più lentamente o rifiutare scale e salti. Se il problema persiste o compare improvvisamente, è necessario contattare il veterinario.

Se il cane non guaisce significa che non sente dolore?

No. Molti cani non vocalizzano quando provano dolore. È più frequente osservare cambiamenti nel movimento, nella postura, nel comportamento o nelle abitudini quotidiane.

Il cane anziano che si muove poco ha necessariamente dolore?

Non necessariamente, ma una riduzione della mobilità non dovrebbe essere attribuita automaticamente all’età. Può essere collegata ad artrosi, problemi articolari, muscolari o neurologici e deve essere valutata dal veterinario.

Posso dare un antidolorifico umano al cane?

No. I farmaci per uso umano possono essere pericolosi o tossici per i cani. Qualsiasi trattamento deve essere prescritto dal veterinario.

La massoterapia può sostituire la visita veterinaria?

No. La massoterapista può offrire un supporto al benessere e al recupero funzionale, ma non effettua diagnosi e non sostituisce il veterinario.

Fonti

  • American Animal Hospital Association (AAHA) - 2022 AAHA Pain Management Guidelines for Dogs and Cats (2022). Linee guida sulla valutazione e gestione del dolore acuto e cronico nel cane e nel gatto, con particolare attenzione anche all'osservazione del comportamento e al ruolo del proprietario nel riconoscimento dei segnali di dolore. https://www.aaha.org/resources/2022-aaha-pain-management-guidelines-for-dogs-and-cats/

  • World Small Animal Veterinary Association (WSAVA) - 2022 WSAVA Guidelines for the Recognition, Assessment and Treatment of Pain (2022). Linee guida internazionali per il riconoscimento, la valutazione e il trattamento del dolore negli animali da compagnia. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jsap.13566

  • Brown D.C. et al. - “Ability of the Canine Brief Pain Inventory to detect response to treatment in dogs with osteoarthritis”, Journal of the American Veterinary Medical Association, 2008. Studio sul Canine Brief Pain Inventory (CBPI), strumento compilato dal proprietario per valutare la gravità del dolore e il suo impatto sulle attività quotidiane nei cani con osteoartrosi. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19180716/

  • ·Schievano C. et al. - “Psychometric Testing and Validation of the Italian Version of the Helsinki Chronic Pain Index (I-HCPI) in Dogs with Pain Related to Osteoarthritis”, Animals, 2024. Studio di validazione della versione italiana dell'Helsinki Chronic Pain Index, questionario utilizzabile da proprietari e veterinari per valutare e monitorare il dolore cronico associato all'osteoartrosi nel cane. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10778034/

  • Brown D.C., Boston R.C., Farrar J.T. - “Comparison of Force Plate Gait Analysis and Owner Assessment of Pain Using the Canine Brief Pain Inventory in Dogs with Osteoarthritis”, Journal of Veterinary Internal Medicine, 2013. Studio sul rapporto tra valutazione del dolore da parte del proprietario attraverso il CBPI e misurazioni oggettive dell'andatura nei cani con osteoartrosi. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23311715/ 

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il consulto di un medico veterinario. Fastidi e dolori del cane devono essere valutati dal veterinario sulla base delle caratteristiche e dello stato di salute del singolo cane.

Continua a leggere.